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Diagnosi

La diagnosi di Osteomielite, pur con tutte le più moderne tecniche di imaging, è spesso estremamente difficile.

La sintomatologia e i risultati degli esami radiologici e di laboratorio sono spesso sovrapponibili a quelli di infiammazioni non infettive, e talvolta possono addirittura non esserci segni strumentali della patologia, mentre la clinica sembra indirizzare inequivocabilmente verso una diagnosi di osteomielite.

E’ quindi compito del medico che visita un paziente con una sospetta osteomielite porre in diagnosi differenziale tutte le patologie che possano dare la sintomatologia riferita.

Pertanto, solo mettendo insieme tutta la storia dettagliata del paziente all’obiettività clinica e richiedendo gli esami strumentali necessari tra Radiografie, Tomografia Assiale Computerizzata (TAC), Risonanza Magnetica Nucleare (RMN), Scintigrafia con Leucociti Marcati, PET (Tomografia ad Emissione di Protoni), si può porre una diagnosi di Osteomielite.

La diagnosi di certezza è comunque possibile solo quando vi sia una lesione aperta con secrezione purulenta comunicante con l’osso o dopo l’esplorazione chirurgica e l’isolamento colturale di un germe responsabile.

Una volta ipotizzata con buona confidenza la presenza dell’infezione nel tessuto osseo, diventa prioritario valutarne l’estensione e quindi programmare un trattamento idoneo al caso in questione.

Per i suddetti motivi, è frequente che un paziente debba compiere un percorso molto lungo (talvolta addirittura degli anni!) prima di giungere ad una diagnosi di Osteomielite ed essere indirizzato presso un centro specialistico.