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Filosofia di Trattamento

“Asportare tutto ciò che è infetto, ricostruire tutto ciò che si è asportato.”

Nel centro di Malattie Infettive e Ortopedia Settica dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, dal 2009 è stata costituita un’equipe specializzata nel trattamento multidisciplinare delle osteomieliti, composta da specialisti in Infettivologia, Ortopedia, Chirurgia Plastica e Ricostruttiva.

Questa esperienza, oggi trasferita con tutta l’equipe polispecialistica all’interno del nuovo Ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga, ha permesso di elaborare una linea unitaria e condivisa per il trattamento delle Infezioni Ossee che parte da una corretta diagnosi avvalendosi di tutte le più moderne tecniche di imaging quali la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC), la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN), la Scintigrafia con Leucociti Marcati, la PET (Tomografia ad Emissione di Protoni), unite alla meticolosa osservazione clinica ed alle indagini ematologiche di routine.

Dopo una chiara individuazione dell’infezione, una sua precisa localizzazione anatomica ed una contestualizzazione nel quadro clinico generale del Paziente, viene proposta una strategia di intervento personalizzata per offrire la maggiore probabilità possibile di eradicazione dei germi patogeni cercando altresì di conservare quanto più possibile le strutture nobili al fine di mantenere le funzioni del distretto interessato. E ricostruendo tutto quanto debba essere invece obbligatoriamente asportato.

Difatti, mentre nel caso delle osteomieliti acute è possibile arrivare ad una risoluzione definitiva del quadro con la sola terapia medica, in quelle subacute o croniche spesso tali tentativi riescono esclusivamente a controllare la diffusione dell’infezione, ma non ad eradicare il germe patogeno.

Pertanto, nei quadri di Osteomielite Cronica, in particolare nei casi plurirecidivi (spesso i Pazienti imparano a convivere con lesioni aperte o cicliche riacutizzazioni di fistole secernenti, di raccolte purulente, accessi febbrili fino addirittura a pericolosi episodi di setticemia), la nostra filosofia prevede una resezione radicale dei tessuti ossei infetti, una rimozione di ogni materiale eterologo (non originariamente appartenente al corpo del Paziente), ed una ricostruzione, ove possibile, di ogni tessuto rimosso con tessuti autologhi (appartenenti al corpo del Paziente) vascolarizzati.

In questo modo, mediante una resezione di tipo Oncologico (paragonabile agli interventi per rimuovere i tumori) e una ricostruzione con tessuti vitali ben irrorati, si riesce ad offrire la massima probabilità possibile di asportazione del focolaio infetto, un buon afflusso di sangue con cellule e molecole del sistema immunitario ed antibiotici mirati sugli isolamenti colturali, ed un ripristino delle funzioni fondamentali della parte operata.

In alcuni casi, purtroppo, tali ricostruzioni possono non essere realizzabili o non adatte a garantire la ripresa di una qualità di vita accettabile. In queste situazioni, per fortuna piuttosto rare, è necessario amputare il segmento affetto e procedere ad una protesizzazione efficace (le moderne tecnologie permettono risultati un tempo inimmaginabili) o decidere di procedere a trattamenti palliativi (con scarse possibilità di eradicazione comleta del germe) atti a controllare la progressione dell’infezione mediante interventi chirurgici di pulizia e terapie antibiotiche protratte e periodiche.

In ogni caso, la cosa più importante secondo noi è certamente quella di spiegare chiaramente al Paziente il proprio quadro clinico, offrendogli tutte le opzioni che le moderne terapie mediche e chirurgiche mettono a disposizione, e scegliendo insieme il percorso di trattamento, poiché questo è quasi sempre estremamente impegnativo dal punto di vista dei tempi di recupero, della riabilitazione e delle complicanze possibili.