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Osteomieliti delle Ossa Lunghe

Le Osteomieliti delle Ossa Lunghe sono solitamente esiti di fratture rimaste esposte per periodi più o meno prolungati.

L’osso non dovrebbe mai rimanere a contatto con l’aria in quanto si disidrata, si devascolarizza, va in necrosi e diventa un perfetto terreno di crescita per quei germi patogeni che poi sono così difficili da eradicare. E’ dimostrato che, già dopo alcune ore di esposizione di una frattura, il numero di colonie batteriche nei tessuti aumenta velocemente e le probabilità di infezione del focolaio sono estremamente aumentate.

Ogni frattura esposta dove la chiusura completa della cute non sia stata eseguita con successo (senza necrosi dei tessuti circostanti) entro le prime ore dal trauma, va monitorata attentamente per escludere la presenza di un focolaio osteomielitico.

L’osteomielite va sospettata in tutti quei casi dove una frattura non tenda a consolidare correttamente e/o vi sia una concomitante lesione cutanea che non arriva alla guarigione spontanea entro 4-6 settimane. In questi casi è opportuno rivolgersi ad uno specialista per eseguire le indagini diagnostiche più opportune.

Una volta appurata la presenza di un focolaio osteomielitico, va studiata dettagliatamente la sua estensione, per decidere se tentare una bonifica mediante terapia medica o per valutare la quantità di tessuto da asportare nella bonifica chirurgica e le possibilità di ricostruire tutto ciò che risulterà mancante (anatomicamente e funzionalmente) dopo la resezione.